<p>L'<strong>euro</strong> rialza la testa sul <strong>dollaro</strong> e torna sopra quota <strong>1,14</strong>, interrompendo la fase di debolezza che aveva caratterizzato gran parte della settimana.
Nella seduta di venerdì il cambio <strong>euro/dollaro</strong> ha recuperato terreno grazie a una combinazione di fattori che hanno indebolito il biglietto verde e favorito un ritorno degli acquisti sulla valuta unica, pur senza modificare, almeno per il momento, il quadro di fondo ancora orientato al ribasso. </p> <p>Il principale catalizzatore del movimento è arrivato dagli <strong>Stati Uniti</strong>, dove alcuni dati macroeconomici hanno alimentato dubbi sulla tenuta della crescita e spinto gli investitori a ridimensionare le aspettative di una <strong>Federal Reserve</strong> particolarmente aggressiva sul fronte dei tassi d'interesse. </p> <h2>I dati macroeconomici Usa e il rallentamento del Pil</h2> <p>La revisione del <strong>Pil del primo trimestre</strong> ha infatti mostrato un rallentamento più marcato dei consumi privati, cresciuti appena dello 0,5% rispetto all'1,4% stimato in precedenza, il ritmo più debole dall'inizio del 2022.
Un segnale che ha riacceso i timori di un raffreddamento dell'economia americana. </p> <p>A rafforzare questa lettura sono arrivati anche i dati sull'inflazione misurata dal <strong>deflatore Pce</strong>, l'indicatore preferito dalla <strong>Fed</strong>.







