PADOVA «Immaginavo, vi stavo aspettando. Io non l’ho visto, si è lanciato sulla strada, l’ho preso. Ho avuto paura e sono andato via».

Alle 22.05 di giovedì, nella sua casa di Sant’Angelo di Piove di Sacco, Niccolò Fiorin, 47 anni, cercava di spiegare ai carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Piove di Sacco cosa fosse successo mezz’ora prima. In via San Polo, a Sant’Angelo – un lembo di terra della provincia di Padova che si incunea nel Veneziano – aveva investito una mamma e il suo bambino di 7 anni che, in bicicletta, si erano immessi sulla strada principale, sulla quale il 47enne stava correndo ad alta velocità. L’uomo, dopo qualche secondo di riflessione con l’auto ad alcuni metri dall’impatto, era scappato, lasciando i due corpi a terra. La donna se la caverà con 30 giorni di prognosi: ha una frattura alla gamba sinistra. Il figlioletto è gravissimo ed è ricoverato all’ospedale di Padova.

Niccolò Fiorin è stato arrestato. Lesioni personali gravi a seguito di sinistro stradale e fuga, sono le accuse contestate dal sostituto procuratore Marco Brusegan e per cui questa mattina il 47enne comparirà, assistito dall’avvocato Paola Porzio, davanti al giudice per le indagini preliminari Elena Lazzarin in occasione dell’udienza di convalida. L’ipotesi della Procura, che gli ha aperto le porte del carcere Due Palazzi, è che possa ripetere fatti simili vista anche la mancanza di empatia provata per la donna e il figlio. E anche perché giovedì sera, subito dopo l’incidente, Niccolò Fiorin è risultato positivo alla cocaina e con un tasso alcolico di 1,71 grammi di alcol per litro di sangue: il limite, per legge, è di 0,5.