È morto presso il reparto Grandi ustionati di Brindisi il sessantenne rimasto gravemente ferito durante l’incendio divampato in contrada Boscarello a Schiavonea di Corigliano-Rossano

Il suo cuore ha smesso di battere nel reparto Grandi Ustionati di Brindisi. Gregorio, il sessantenne rimasto intrappolato nel drammatico rogo della baraccopoli di contrada Boscarello a Schiavonea, non ce l’ha fatta. Quell’ottantacinque per cento di ustioni sul corpo si è rivelato fatale. La sua scomparsa, però, squarcia il velo dell’indifferenza e trasforma un fatto di cronaca nera in un profondo esame di coscienza per l’intera comunità. Gregorio, così lo chiamavano tutti a Schiavonea, con quel nome italianizzato che colmava la distanza con la sua terra d’origine, non era un’ombra senza volto, ma un uomo mite che, pur vivendo nell’estrema indigenza, aveva conservato una dignità monumentale, diventando una presenza familiare per chi frequentava i luoghi della solidarietà locale.

Chi lo conosceva ne ricorda lo sguardo pacifico e la totale assenza di pretese. Mario, volontario della mensa Caritas di Schiavonea, dove l’uomo si recava ogni sera per rimediare un pasto caldo, restituisce un ritratto commovente di questo clochard. “Anche quando andava in parrocchia a prendere i vestiti per cambiarsi, Gregorio dimostrava una compostezza d’altri tempi: sceglieva con cura solo lo stretto necessario per coprirsi, prendeva l’indispensabile e mai qualcosa di più, rifiutando fermamente ogni forma di eccesso o di elemosina superflua. Girovagava nei pressi del supermercato per racimolare il necessario per sopravvivere e a chi gli chiedeva come stesse rispondeva sempre con un rassicurante ‘tutto bene’”.