Il bilancio dell’incendio divampato tra le baracche in contrada Boscarello a Corigliano-Rossano è di quattro feriti di cui uno in gravi condizioni ma avrebbe potuto essere molto peggiore

Le colonne di fumo nero che all’alba di ieri, 24 giugno 2026, si levavano ancora dense nel cielo di Schiavonea erano l’impronta visibile, quasi plastica, di un disastro ampiamente annunciato. Oggi, quell’area di circa 900 metri quadrati in contrada Boscarello è sigillata dai cartelli di sequestro giudiziario, ridotta a uno spettrale cimitero di lamiere contorte, cenere e masserizie. Ma il vero bilancio della tragedia consumatasi nella tarda serata di martedì non si misura nei metri quadri di vegetazione e baracche andati in fumo, bensì nella carne viva di quattro persone tratte in salvo da un inferno di fuoco e, soprattutto, nella radiografia spietata di una marginalità sociale che la città non può più permettersi di ignorare o derubricare a semplice folklore della disperazione.

La dinamica di martedì notte restituisce per intero la cifra della drammaticità dell’evento. Quando i fari delle volanti del Commissariato di Polizia cittadino hanno illuminato la contrada, la situazione era già oltre il livello di guardia. Le fiamme avevano interamente avvolto le strutture di fortuna, trasformandole in torce di legno e plastica.