Settimo Nizzi, sindaco forzista di Olbia, ha modificato il Piano urbanistico comunale (Puc) della sua città per permettere a Tamim Bin Hamad Al Thani di trasformare in un resort di lusso Villa Certosa, la dimora di Silvio Berlusconi a Porto Rotondo, che l’emiro del Qatar ha appena comprato per 350 milioni di euro. La notizia è stata data in esclusiva da La Nuova Sardegna. Al Thani, dunque, non ha comprato l’ex villa del Cavaliere per trascorrerci le vacanze estive ma in vista di un investimento milionario. Sino a pochi giorni fa, Villa Certosa (4.500 metri quadrati) e tutto il parco delle meraviglie creato da Berlusconi (120 ettari) erano catalogati nel Puc di Olbia come zona H, area cioè di tutela paesaggistica e ambientale, dove sono vietate nuove volumetrie e proibito nuovo cemento. Poi però è successo che i manager di Constellation hotels holding, la società di investimenti immobiliari lussemburghese riferibile ad Al Thani nel cui portafoglio è entrata Villa Certosa, hanno chiesto a Nizzi di ricatalogare l’area come zona F oppure come zona C (dove di cemento se ne può mettere e anche molto). E sono stati accontentati.
CON UNA DELIBERA approvata una settimana fa dal consiglio comunale, Nizzi ha concesso all’emiro per la sua nuova proprietà una zona C3, che nel Puc di Olbia corrisponde ad «aree destinate all’espansione edilizia residenziale di iniziativa privata». E così Villa Certosa può diventare un resort a cinque stelle. Nella richiesta di variante al Puc spedita al comune da Constellation hotels holding si legge: «L’intervento proposto è finalizzato alla riqualificazione e alla valorizzazione delle strutture esistenti, nell’ottica della realizzazione di una struttura ricettiva alberghiera di lusso, tipologia attualmente non presente a Porto Rotondo. Tuttavia, la consistenza delle volumetrie ora esistenti non consente di realizzare un numero di posti letto adeguato a garantire la sostenibilità economico-finanziaria dell’investimento e la qualità dei servizi richiesti da una struttura di tale categoria». E ancora: «Per tali ragioni – si legge ancora nel documento – è stata individuata una porzione del compendio per la quale si chiede una modifica della destinazione urbanistica, da zona H a zona F, o in alternativa a zona C. La proposta non è finalizzata a un incremento indiscriminato delle volumetrie, bensì a consentire un intervento organico qualitativamente elevato, coerente con le strategie di sviluppo turistico del territorio, orientato alla riqualificazione, alla sostenibilità ambientale e alla creazione di valore durevole per la collettività. Ci si rende inoltre disponibili a interventi di urbanizzazione primari e secondari secondo le esigenze e indicazioni del Comune di Olbia».










