FLAVIA CIMINO, BARI - «A Bari passeggiando tra la strada (e le macchine e i motorini) e i rovi, zigzagando su un marciapiede di pochi centimetri, saltellando sull’asfalto sperando che nessuno ti investa, piegandosi per evitare la “selva oscura” che superando il guard-rail si estende indisturbata, priva delle più elementari operazioni di manutenzione. Benvenuti sul ponte Solarino, unica strada che permette - da viale Pasteur, via Delle Murge - di raggiungere il policlinico, a maggior ragione da quando la locale stazione Fal è chiusa per ristrutturazione (con la speranza che finalmente si ricordino di far ripartire le scale mobili). E allora ai poveri pedoni non resta che avventurarsi sul ponte, lato policlinico, con il rischio di beccarsi spinosi rovi negli occhi oppure, a scelta, di essere colpiti da un’auto e una moto nel caso si decida - scelta spesso obbligata - di scendere dal marciapiede. E fa rabbia trovarsi di fronte a tale menefreghismo dal momento che basterebbe un buon giardiniere armato di cesoie per rendere il tutto più vivibile, più sicuro e... più civile».