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la statua

Numana, 26 giugno 2026 - Grande festa oggi pomeriggio alla banchina nord del porto di Numana (vicino alla Spiaggiola) dove è stata inaugurata una statua dedicata al recente ritorno della foca monaca in Adriatico. Alla cerimonia sarà presente il presidente dell’associazione Gruppo Foca Monaca aps Emanuele Coppola, che ha proposto e offerto al Comune di Numana l’opera realizzata in pietra basaltina dallo scultore Giulio Cosimi Bagada. L’opera, che raffigura una femmina di foca monaca con il suo cucciolo, è parte di una serie di statue che l’associazione ha offerto a numerose comunità costiere del Mediterraneo a partire dalla prima, installata nell’isola di Marettimo al largo delle coste occidentali della Sicilia nel 2009. La statua intende celebrare i recenti eventi che hanno visto una giovane foca monaca sostare ripetutamente sulla spiaggia prospiciente il porticciolo di Numana durante le ultime festività natalizie. “Per me è stata una vera emozione vedere questo affascinante e inconsueto animale per le spiagge di Numana, la sua visita ha destato grande curiosità ed interesse da parte di tutta la comunità locale e delle zone limitrofe – ha detto il sindaco di Numana Gianluigi Tombolini -. Mi ha fatto molto piacere comunque constatare come i nostri concittadini si siano avvicinati con rispetto verso l’animale, lasciandolo libero di muoversi e svolgere la sua attività in tranquillità. La visita della foca monaca a Numana certifica la qualità della nostra area naturale marina e più in generale di tutta la zona del Parco del Conero. Ciò ci fa ben sperare e conferma la direzione del nostro lavoro che, di pari passo con lo sviluppo, è volto al contempo alla valorizzazione ed alla massima cura e protezione delle nostre coste e dell’ecosistema marino di queste aree. Siamo compiaciuti come località turistica di essere stati scelti anche dalla Foca Monaca, seppur per un breve soggiorno”. “Questo evento è segno di un generale miglioramento delle condizioni di vita di questa specie classificata tra le più rare al mondo e certamente il simbolo più prezioso e significativo della fauna marina mediterranea – ha spiegato Emanuele Coppola -. Come associazione, impegnata da decenni, assieme al Wwf Italia, nello studio e nella tutela di questo animale che sembrava inesorabilmente destinato all'estinzione, vogliamo offrire un segno tangibile del nostro apprezzamento per come la comunità di Numana abbia accolto l’inattesa visita di un esemplare di foca monaca lo scorso mese di Dicembre. L’esemplare che molte persone della zona hanno potuto ammirare quest’inverno, era un giovane maschio in cerca di un luogo riparato e tranquillo dove trascorrere alcune ore fuori dal mare, il suo normale ambiente di vita, per completare la muta del pelame”. La speranza è vedere di nuovo questa specie affacciarsi lungo le coste del Conero: la sfida è garantire la tranquillità che questi animali cercano in un periodo così delicato della loro vita. L’autunno e l’inverno, infatti, sono i periodi dell’anno in cui le foche sono impegnate nell’attività riproduttiva. In particolare la muta del pelame costringe le foche a trascorrere molte ore consecutive fuori dall’acqua in uno stato di dormiveglia che si può descrivere come semi letargico. I nuclei dell’Adriatico Tra novembre e dicembre 2025 si è ripetutamente affacciato sulle spiagge dell’alto Adriatico: la stessa foca era stata osservata anche presso Ravenna, sulla spiaggia di Jesolo e nella zona di Venezia solo pochi giorni prima. Molti si sono chiesti da dove proviene quell’animale considerato quasi un alieno per queste aree. Il gruppo Foca Monaca in quelle stesse aree nel corso degli ultimi vent’anni ha registrato decine di osservazioni finora interpretate come visite occasionali da parte di giovani individui nati lungo le coste della Dalmazia. Secondo gli esperti del Gruppo queste ultime osservazioni indicano invece una possibile attività riproduttiva verificatasi lungo le coste italiane, in particolare nell’area del Conero. Il progetto Life Adapts Il Gruppo è impegnato, assieme al Wwf Italia e altri partner in Grecia e Turchia, in un progetto finanziato dalla Comunità Europea, Life adapts, volto a valutare la resilienza di tre specie simbolo del Mediterraneo agli effetti del cambiamento climatico: la tartaruga marina comune, la tartaruga verde e la foca monaca. L’obiettivo principale è sviluppare strategie di protezione degli habitat critici, sia in mare che lungo le coste. Questa novità nella zona di Ancona è uno stimolo a inserire anche queste aree nelle attività di indagini approfondite e azioni concrete con il pieno coinvolgimento delle comunità locali che hanno già dimostrato una sensibilità positiva verso questa specie.