John Bolton, un importante politico statunitense che fu consigliere per la sicurezza nazionale durante il primo mandato di Donald Trump e che è poi diventato un suo grande critico, si è dichiarato colpevole di aver violato le norme riguardo la gestione di informazioni riservate. L’ammissione di colpevolezza è parte di un accordo con l’accusa, che prevede che la procura chieda una pena non superiore a cinque anni di carcere e una multa da 2,25 milioni di dollari (circa 2 milioni di euro). L’accordo sarà valutato da un giudice, che emetterà una sentenza il 28 ottobre. Bolton è imputato per 18 reati legati al possesso e alla divulgazione di informazioni riservate e qualora il giudice respinga l’accordo rischia decenni di carcere. La dichiarazione di colpevolezza riguarda un singolo capo d’imputazione.

Bolton è uno dei numerosi oppositori politici di rilievo ad aver subito un procedimento giudiziario da parte del Dipartimento di Giustizia sotto l’amministrazione Trump, che però raramente hanno portato a condanne per gli imputati e sono spesso state archiviate perché giudicate inconsistenti. L’indagine su di lui è in realtà cominciata durante il primo mandato presidenziale di Trump e si è estesa durante l’amministrazione del presidente Biden.