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Ultimo aggiornamento: 12:11
Donald Trump lo ha definito “una brutta persona”, a poche ore dalle accuse avanzate da un gran giurì del Maryland per come ha gestito le carte riservate a cui aveva avuto accesso durante l’incarico. John Bolton, ex consigliere alla sicurezza di Donald Trump, è stato incriminato e nei suoi confronti – riportano i media americani – sono stati mossi 18 capi di accusa. Bolton è da tempo nel mirino del presidente e la sua incriminazione va ad allungare la lista degli avversari della Casa Bianca ‘puniti’ dal Dipartimento di Giustizia, dopo l’ex direttore dell’Fbi James Comey e la procuratrice di New York Letitia James.
Presenza costante sui media americani nel criticare Trump, Bolton potrebbe non essere comunque l’ultimo dei nemici a cadere. Trump infatti continua a scaricare la sua rabbia sul senatore democratico Adam Schiff e sull’ex procuratore speciale Jack Smith. Per parte sua, Bolton ha definito le accuse parte di “uno sforzo intensivo di Trump per intimidire i suoi oppositori”. “Sono diventato l’ultimo bersaglio nell’uso politico del Dipartimento di Giustizia per perseguire chi lui considera un nemico, con accuse già scartate in passato o basate su fatti distorti”, ha dichiarato. Il suo avvocato, Abbe Lowell, ha aggiunto: “I fatti alla base di questo caso sono stati indagati e risolti anni fa. Queste accuse derivano da parti dei diari personali dell’ambasciatore Bolton nel corso dei suoi 45 anni di carriera, documenti non classificati, condivisi solo con i familiari e noti all’Fbi fin dal 2021. Tenere dei diari non è un crimine”.














