Un anno da tutto esaurito per stadi e arene, trainato da concerti, calcio, tennis e Formula 1. In calo, discoteche e cinema: senza il fenomeno Checco Zalone, le sale avrebbero rischiato il tracollo. È il quadro che emerge dal Rapporto SIAE 2025
L’industria dello spettacolo è in buona salute: a dirlo è il Rapporto Siae 2025 che racconta un anno contrassegnato da numeri molto incoraggianti. In testa alla classifica per la spesa degli spettatori ci sono concerti, teatro e sport, mentre il cinema si mantiene sui valori del 2024. Meno offerta di eventi, più costosa ma anche più di qualità, con spettatori nel complesso stabili a un solo punto percentuale dal 2024. Crescono le Isole, che cominciano a distinguersi in settori inaspettati, come quello del jazz.
Meno eventi, organizzatori e location, ma più qualità
Sembrano ormai lontani i tempi del Covid e le preoccupazioni per lo stato di salute del mondo dell’intrattenimento e per i suoi lavoratori. Il 2025 batte infatti l’anno precedente sulla spesa generale sostenuta dagli italiani (e dai turisti) per eventi culturali e sportivi: 4,3 miliardi, corrispondenti a un +7,5% sul 2024. Meno eventi in generale (-0,8%), spesso più costosi, ma di qualità superiore. Una crescita, come sottolinea il Direttore Generale Siae, Matteo Fedeli, che non è legata tanto ai maggiori costi sostenuti dalle produzioni (e che si ripercuotono sui costi dei biglietti), quanto più a un «vero e proprio spostamento degli spettatori verso il mondo dello spettacolo», nonostante un’inflazione al +1,5 per cento.











