Arrivava a Palazzo Civico in bicicletta, impeccabile nel suo abito scuro e nella cravatta perfettamente annodata. Erano gli anni della presidenza alla Compagnia di San Paolo. E quell’immagina raccontava più di molte parole il carattere di Angelo Benessia, mancato ieri all’età di 84 anni. Uomo riservato, elegante, allergico all'ostentazione, dietro quell'apparenza da professionista discreto si nascondeva però uno dei più influenti avvocati d'affari di Torino, protagonista silenzioso di alcune delle principali operazioni finanziarie che hanno segnato la storia economica italiana degli ultimi decenni. Era stato proposto dall’allora sindaco Sergio Chiamparino alla guida della Compagnia di San Paolo, principale azionista di banca Intesa. Qui é stato tra il 2008 e il 2010. Sposato con la socia di studio, Cristiana Maccagno. Frequentava Vladimiro Zagrelbesky. Avevano entrambi una casa sopra Gressoney. Ma anche i magistrati Edmondo Bruti Liberati, Luciano Violante.
Esperto di diritto societario, Benessia ha incarnato il modello del grande avvocato torinese: originario della provincia di Cuneo, poco incline ai riflettori, molto più interessato allo studio dei bilanci e dossier che alle dichiarazioni pubbliche. Nel suo studio di via Galileo Ferraris ha seguito alcune delle vicende societarie più delicate del capitalismo italiano, costruendosi una reputazione di giurista rigoroso.







