Il Kazakistan è sempre più riconosciuto come uno snodo di transito chiave che collega l'Europa e l'Asia. Quale ritiene sia il ruolo del Paese nel panorama in continua evoluzione della logistica globale?«Definirei il ruolo del Kazakistan non semplicemente come un Paese di transito, ma come un hub emergente per la connettività eurasiatica. Con l'evoluzione della logistica globale, le aziende danno sempre più priorità a catene di approvvigionamento affidabili, resilienti e prevedibili. La posizione strategica del Kazakistan nel cuore dell'Eurasia gli conferisce un vantaggio unico, con corridoi di trasporto che si sviluppano lungo entrambi gli assi Est-Ovest e Nord-Sud. Oggi, 13 corridoi di trasporto internazionali attraversano il Kazakistan, supportati da oltre 13.000 chilometri di autostrade di rilevanza internazionale. Nel 2025, i volumi di transito ferroviario hanno raggiunto i 33 milioni di tonnellate, con un aumento del 60% rispetto al 2020, mentre oltre 446.000 voli hanno attraversato il nostro spazio aereo. Per il Kazakistan, le infrastrutture di trasporto non riguardano solo la movimentazione delle merci. Guidano la crescita economica, attraggono investimenti e rafforzano la competitività internazionale. Man mano che le rotte commerciali globali si evolvono, il Kazakistan sta andando oltre il suo tradizionale ruolo di transito, posizionandosi come un vero e proprio polo logistico e dei trasporti a tutti gli effetti che collega l'Europa e l'Asia».Quanto è realistico l'obiettivo di trasformare il Kazakistan in un vero e proprio hub di transito tra Cina ed Europa a medio termine?«Credo che questo obiettivo sia assolutamente raggiungibile. Oggi non è più una visione su carta, ma una realtà che si riflette nella crescente domanda da parte delle imprese internazionali. Un chiaro esempio è il Middle Corridor. I volumi di carico lungo la rotta sono aumentati da circa 800.000 tonnellate nel 2020 a 4,1 milioni di tonnellate nel 2025, mentre il traffico di container è cresciuto da 21.000 a 76.900 TEU. Tuttavia, un hub di transito moderno richiede molto di più di una semplice posizione strategica. La competitività dipende dalla velocità, dalla digitalizzazione e dalla qualità dei servizi. È per questo che il Kazakistan sta investendo in ferrovie, corridoi stradali, nei porti di Aktau e Kuryk, nelle infrastrutture di confine e nelle piattaforme digitali. Allo stesso tempo, stiamo introducendo servizi di sportello unico e procedure digitali per i trasportatori. Queste riforme stanno rafforzando la posizione del Kazakistan come polo logistico affidabile e anello sempre più importante nelle catene di approvvigionamento globali».Quali progressi ha compiuto finora il Corridoio di Mezzo e quali sfide devono ancora essere affrontate?«Il più grande risultato del Corridoio di Mezzo è la sua trasformazione da concetto promettente a rotta di trasporto internazionale pienamente operativa. I volumi di merci lungo il percorso hanno raggiunto i 4,1 milioni di tonnellate all'anno, mentre il traffico di container continua a crescere costantemente. Oggi, il corridoio è utilizzato dai principali spedizionieri e operatori logistici internazionali. Un altro traguardo significativo è stato il rafforzamento del coordinamento tra Kazakistan, Azerbaigian, Georgia e Turchia. Gli investimenti nei porti del Caspio, le soluzioni logistiche congiunte e la digitalizzazione hanno ridotto i tempi di consegna delle merci a soli 13 giorni. Allo stesso tempo, il corridoio rimane un progetto multilaterale complesso. Le sfide principali riguardano ora l'ulteriore armonizzazione delle tariffe, dei servizi digitali, delle procedure doganali e degli standard di servizio. La prossima fase di sviluppo dipenderà dalla qualità dei servizi logistici. I mercati globali favoriscono sempre di più le rotte che offrono velocità, trasparenza e catene di approvvigionamento affidabili, e questo è l'obiettivo comune di tutti i Paesi partecipanti».In che modo le tecnologie digitali e la logistica intelligente stanno rimodellando il sistema dei trasporti e della logistica del Kazakistan? «La digitalizzazione sta diventando un fattore chiave per la competitività nei trasporti, poiché la logistica dipende sempre di più non solo dalle infrastrutture, ma anche dalla qualità dei dati, dalla velocità e dall'efficienza. Il Kazakistan si sta muovendo costantemente verso un modello di trasporto digitale, introducendo permessi elettronici, documentazione digitale, tracciamento delle merci in tempo reale e servizi per i trasportatori basati su piattaforme. Un'iniziativa di punta è Smart Cargo, un ecosistema digitale unificato per i servizi di trasporto. Per le aziende, ciò riduce i costi amministrativi, accelera i tempi di elaborazione e migliora la prevedibilità. In alcuni punti di confine con la Cina, i sistemi informatici privi di carta (paperless) consentono già l'elaborazione delle merci in circa 30 minuti. In senso più ampio, la digitalizzazione consente al Kazakistan di integrarsi nelle catene di approvvigionamento globali non solo come Paese di transito, ma come piattaforma logistica digitale».Il Kazakistan rimane una destinazione relativamente poco conosciuta per molti viaggiatori europei. Come definirebbe il marchio turistico del Paese per un pubblico europeo?«Il punto di forza del marchio turistico del Kazakistan è la sua autenticità. I viaggiatori europei sono sempre più alla ricerca di esperienze al di fuori del turismo di massa, e il Kazakistan offre esattamente questo. Il Paese combina città moderne, vasti paesaggi naturali, il patrimonio della Via della Seta, la cultura nomade e una forte ospitalità. Dal Mar Caspio ai Monti Altaj, rimane una delle destinazioni più sottovalutate dell'Eurasia. Il miglioramento dei collegamenti aerei, con un maggior numero di voli diretti verso l'Europa, il Medio Oriente e l'Asia, sta rendendo il Paese più accessibile. L'identità turistica del Kazakistan si basa su tre pilastri: autenticità, ospitalità e scoperta. L'interesse globale è in crescita: il Kazakistan e Almaty sono stati inclusi nelle classifiche di testate come The New York Times, Wanderlust, Lonely Planet, CNN Travel, Condé Nast Traveler ed El País, tra gli altri. Il Kazakistan è sempre più percepito come una destinazione sicura e diversificata, che offre montagne, steppe, deserti, laghi e le città della Via della Seta in un unico viaggio. La priorità ora è trasformare questo crescente interesse in un forte marchio turistico, in prodotti di qualità e in flussi di visitatori sostenibili».Quali misure sta adottando il Kazakistan per sviluppare le infrastrutture turistiche e attrarre investimenti internazionali nel settore?«Il turismo è una delle vie più importanti per la diversificazione economica e lo sviluppo regionale del Kazakistan. Negli ultimi anni, il governo ha investito molto nelle infrastrutture di base, tra cui aeroporti, strade, collegamenti ferroviari, servizi di pubblica utilità e strutture turistiche, concentrandosi su poli chiave come Almaty, la costa del Caspio, il Turkistan, Shchuchinsk-Borovoe e i parchi nazionali. Allo stesso tempo, il clima per gli investimenti viene rafforzato attraverso incentivi, partenariati pubblico-privati e il miglioramento della qualità dei servizi, incluse soluzioni digitali e la formazione della forza lavoro. La sostenibilità e la tutela del patrimonio naturale e culturale rimangono priorità assolute. Nel 2025, gli investimenti nel turismo hanno raggiunto 1,256 trilioni di tenge (+32,6% su base annua), mentre i servizi ricettivi sono cresciuti del 17%. Il Kazakistan ha accolto 15,7 milioni di visitatori stranieri, di cui 1,4 milioni hanno soggiornato in hotel e 11,1 milioni si sono fermati per più di un giorno. Lo Stato sostiene il settore attraverso un quadro giuridico chiaro, incentivi fiscali e doganali, sovvenzioni in natura e finanziamenti a lungo termine tramite istituzioni come la Banca di Sviluppo del Kazakistan e il Fondo Damu, mentre Kazakh Invest fornisce supporto a livello di progetto agli investitori. Entro la fine del 2025, le strutture ricettive hanno raggiunto quota 4.482, riflettendo un aumento della capacità parallelamente alla crescita della domanda. Nel complesso, l'approccio del Kazakistan combina infrastrutture, incentivi, finanziamenti e supporto istituzionale. L'obiettivo non è solo l'espansione, ma lo sviluppo di ecosistemi turistici di alta qualità che generino crescita sostenibile, posti di lavoro e investimenti a lungo termine».Cosa vorrebbe che il pubblico europeo capisse meglio del Kazakistan di oggi?«Vorrei che il Kazakistan fosse visto attraverso una lente più ampia rispetto alla sola geografia o alle risorse naturali. Oggi è un Paese dinamico e orientato al futuro, che investe in infrastrutture, capitale umano, trasformazione digitale e connettività globale. Situato nel cuore dell'Eurasia, è una nazione aperta che costruisce partenariati sia con l'Europa che con l'Asia. Il Kazakistan sta rafforzando il suo ruolo di piattaforma per il dialogo e la cooperazione e, attraverso la sua politica estera multi-vettoriale e i suoi corridoi di trasporto, sta diventando parte dell'architettura di connettività emergente dell'Eurasia. È anche un Paese giovane, plasmato da una nuova generazione di imprenditori, ingegneri, specialisti IT e ricercatori la cui energia ne sta guidando lo sviluppo. Soprattutto, il Kazakistan è molto più moderno e diversificato di quanto venga spesso percepito: qui tradizione e innovazione, Oriente e Occidente, paesaggi sterminati e città moderne convivono con naturalezza. Più gli europei lo scoprono, più la loro percezione evolve».
La crescita kazaka - L'intervista ad Asel Zhanassova
La vicesegretaria dell’amministrazione del presidente del Kazakistan a L'Espresso: "Vorrei che il Kazakistan fosse visto attraverso una lente più ampia rispetto














