Il Kazakistan è il paese più ricco dell’Asia Centrale. La sua rapida crescita economica è avvenuta dopo l’indipendenza, nel 1991, in seguito al crollo dell’Unione Sovietica, con i grandi investimenti nel settore petrolifero ed energetico e, di conseguenza, le esportazioni di petrolio, gas, carbone, cromo, uranio, zinco e piombo hanno favorito l’incremento del Pil che a fine 2023 ha raggiunto 260 miliardi di dollari circa nel 2023. Il Kazakistan si è affermato, in questi anni, come attore chiave nella geopolitica regionale attraverso una strategia diplomatica “multivettoriale” che mira a mantenere relazioni amichevoli e collaborazioni con un’ampia varietà di attori internazionali. Così il Paese è diventato un attore chiave nella geopolitica regionale.

In questo contesto anche l’arte diventa un vettore per la strategia diplomatica. Così molte imprese di recente hanno intensificato gli investimenti nel settore artistico e culturale per diversificare la dipendenza dal settore petrolifero. A sostenere questa visione del Paese volta a promuovere la scena artistica e culturale sono due ricchi imprenditori che hanno deciso di indirizzare parte delle loro risorse alla cultura e all’arte attraverso la realizzazione di due istituzioni ad Almaty, cuore culturale ed economico del Kazakistan, che saranno inaugurati il prossimo settembre. Un museo privato l’Almaty Museum of Arts dell’imprenditore Nurlan Smagulov e il Tselinny Center of Contemporary Culture che fa capo Kairat Boranbayev.