Se in “Totòtruffa 62”, pellicola del 1961 di Camillo Mastrocinque, il furbo Totò vendeva la Fontana di Trevi a uno sprovveduto turista italo-americano, qualche sera fa, sempre a Roma, altri hanno pensato di fare lo stesso con inesistenti parcheggi autorizzati su strada.
La truffa - smascherata dalla Polizia Locale di Roma Capitale nel corso dei controlli svolti in occasione del recente concerto di Max Pezzali allo Stadio Olimpico - ha dell’incredibile e lascia allibiti per l’ingegno dimostrato da due parcheggiatori abusivi.
I nuovi Totò - consapevoli delle difficoltà degli automobilisti a trovare parcheggio nella zona dello Stadio, a causa dell’enorme afflusso di spettatori - avevano organizzato un articolato sistema illecito per la gestione della sosta a pagamento.
Da un lato, con suadente cortesia, intercettavano gli automobilisti in cerca di parcheggio nella zona di piazza Antonio Mancini e li indirizzavano verso un’area delimitata da una transenna, antistante l’ingresso di un parcheggio privato in via Luigi Poletti. Dall’altro, spiegano i Vigili di Roma Capitale, “per rendere più credibile l’attività, i due evidenziavano la presenza di un presunto sistema di videosorveglianza”.
Le telecamere - utilizzate impropriamente come elemento di rassicurazione nei confronti degli ignari automobilisti - c’erano davvero ma, in realtà, erano destinate alla tutela del parcheggio privato.







