La space economy diventa uno dei terreni più concreti della nuova politica industriale europea. Non riguarda più solo missioni scientifiche o grandi programmi istituzionali. Oggi incrocia sicurezza, reti critiche, difesa, accesso ai dati e sovranità tecnologica. In questo quadro si colloca la nuova dichiarazione congiunta firmata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dal ministro francese dell’Istruzione superiore e della Ricerca, Philippe Baptiste, a margine della visita allo stabilimento Thales Alenia Space di Cannes.L’intesa aggiorna il documento sottoscritto a marzo al Mimit e consolida la posizione comune di Roma e Parigi sui dossier spaziali europei. Il messaggio politico è chiaro: Italia e Francia vogliono presentarsi come asse portante della capacità spaziale europea, in una fase in cui la competizione globale accelera. Stati Uniti, Cina e grandi operatori privati stanno ridefinendo regole, tempi e modelli economici del settore.La dichiarazione guarda soprattutto a tre snodi. Il primo è Iris2, il programma europeo per la connettività satellitare sicura. Il secondo riguarda i lanciatori, con Vega-C e Ariane 6 al centro della capacità autonoma europea di accesso allo spazio. Il terzo è Bromo, il progetto di alleanza industriale promosso da Thales, Airbus e Leonardo. È su questo triangolo che si misura una parte decisiva della strategia continentale.Indice degli argomenti