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Questa settimana Jordan Bardella e Marine Le Pen – leader del partito di estrema destra francese Rassemblement National, favorito alle presidenziali del 2027 – hanno attaccato il calciatore e capitano della nazionale francese Kylian Mbappé per alcuni suoi commenti contenuti in un’intervista a Vanity Fair uscita martedì. Come aveva fatto in passato, Mbappé – che ha padre camerunense e madre algerina – si è detto preoccupato per l’ascesa dell’estrema destra in Francia: «So cosa significa e che tipo di conseguenze può avere per il mio paese quando quel tipo di persone prendono il controllo».

Bardella e Le Pen hanno risposto spostando la discussione dal piano politico al piano sportivo. Entrambi si sono riferiti al fatto che fino all’anno scorso il Paris Saint-Germain (principale squadra di Parigi, in cui giocava Mbappé) non era mai riuscito a vincere la Champions League: Mbappé era il calciatore più forte di quella squadra, fatta da giocatori molto forti anche perché molto ricca, ma solo dopo il suo trasferimento al Real Madrid il PSG ha vinto la sua prima Champions League, e quest’anno si giocherà di nuovo il trofeo nella finale contro l’Arsenal, il 30 maggio.

«E io so bene cosa succede quando Kylian Mbappé lascia il PSG: il club vince la Champions League! (E forse presto anche una seconda volta.)», ha detto Bardella su X. «Quando Kylian Mbappé dice che non vuole che vinciamo le elezioni, mi rassicura. Se n’è andato dal PSG per andare al Real Madrid, dicendo che era per vincere la Champions League. Nel frattempo, il PSG ha vinto. Credo che, francamente, le persone che amano il calcio siano comunque abbastanza libere di sapere per chi vogliono votare senza essere influenzate dal signor Mbappé», ha aggiunto Le Pen in un’intervista con la radio RTL.