Di: ATS/pon L’Unione europea ha proposto venerdì di prolungare di un anno, fino al marzo 2028, la protezione accordata ai rifugiati ucraini nell’UE, ma vuole d’ora in poi escluderne gli uomini in età di combattere.Più di 4,4 milioni di ucraini in fuga dal conflitto con la Russia beneficiano oggi di questo status, che permette loro di soggiornare, lavorare e accedere ad aiuti nell’Unione europea. Vivono principalmente in Germania, Polonia e Repubblica Ceca.Il commissario europeo Magnus BrunnerkeystoneQuesto status, lanciato per la prima volta nel marzo 2022, deve essere rinnovato ogni anno – cosa che Bruxelles propone di fare per la quinta volta, dato che la guerra è ancora in corso. “Man mano che la guerra continua, anche il nostro sostegno deve continuare”, ha sostenuto il commissario europeo incaricato delle questioni migratorie, Magnus Brunner.Resta il fatto che alcuni Paesi dell’Unione europea cominciano a mostrare segni di impazienza di fronte a questo conflitto senza una soluzione evidente e vicina.“È qualcosa che gli ucraini ci hanno chiesto di fare”L’anno scorso, Bruxelles aveva così avviato una riflessione sul futuro di questo status, incoraggiando gli Stati membri a rendere permanente lo status di coloro che restano in Europa e a preparare i primi ritorni verso l’Ucraina. La proposta presentata venerdì va un po’ più in là.Questo status sarà presto negato agli uomini in età di combattere che presentano la loro primissima domanda. Si tratta di discriminazione nei loro confronti? Certamente no, ha sostenuto il commissario Magnus Brunner. “È qualcosa che gli ucraini ci hanno chiesto di fare”, ha assicurato durante una conferenza stampa a Bruxelles.La situazione in SvizzeraIl dibattito è aperto anche in Svizzera, dove il Consiglio federale una settimana fa ha fatto sapere di riflettere a un prolungamento dello Statuto S aldilà del marzo del 2027, quando arriverà alla scadenza (rinnovabile di anno in anno come a livello europeo). Anche il Governo elvetico riflette a una restrizione per gli uomini che Kiev potrebbe mandare al fronte, ma soltanto a quelli che presenteranno in futuro la loro domanda, non a quanti si sono trovano già nella Confederazione. Alla fine di maggio gli ucraini beneficiari del permesso S in Svizzera erano 72’897, 17’303 dei quali erano uomini in età lavorativa. In tutto 12’897 persone lo hanno richiesto nel 2025 e 8’331 di queste lo hanno ottenuto. Il tasso di quanti hanno trovato un impiego si fissa al 37,5% (47,6% fra quanti sono arrivati nella Confederazione da almeno 3 anni, secondo i dati della Segreteria di Stato della migrazione). A far discutere però è anche la possibilità di chiedere un permesso B per quanti risiedono in Svizzera da oltre 5 anni (e sarà il caso, per migliaia di ucraini arrivati all’inizio del conflitto nel 2022, a partire dalla prossima primavera): i costi dell’aiuto sociale ricadranno allora sui Cantoni, ai quali il Governo vuole lasciare maggiore libertà nel determinare il livello del sostegno concesso.