Il continuo interesse del Canada conferma che il Gcap sta diventando il principale punto di attrazione per i Paesi che guardano ai sistemi di combattimento aereo di nuova generazione. La possibile apertura a nuovi partecipanti può rafforzare il programma sul piano politico, industriale e finanziario, ma riapre anche il nodo più delicato: allargare la base del progetto senza compromettere gli equilibri raggiunti e il calendario fissato da Italia, Regno Unito e Giappone
Il Gcap sta diventando sempre più il principale polo di convergenza per i Paesi interessati ai sistemi di combattimento aereo di nuova generazione. La nuova apertura del Canada aggiunge ora un segnale politico esplicito a una dinamica già avviata. Durante un incontro a Tokyo con il ministro della Difesa giapponese Shinjiro Koizumi, il titolare della Difesa canadese David McGuinty ha definito il progetto una “iniziativa promettente” e ha spiegato che Ottawa vuole approfondirne struttura e prospettive. È la prima manifestazione pubblica di interesse da parte di un esponente di primo piano del governo canadese.
Dalle indiscrezioni alla dichiarazione politica
Il passaggio arriva dopo mesi di contatti. Ad aprile era emersa la volontà canadese di ottenere lo status di osservatore, che consentirebbe a Ottawa di accedere ad alcune informazioni del programma e valutare in seguito un coinvolgimento più profondo, come acquirente o partner dello sviluppo. Il Canada avrebbe già trasmesso una richiesta formale al Regno Unito, mentre comunicazioni analoghe erano attese per Italia e Giappone.









