Il Tribunale di Catanzaro mantiene la custodia cautelare per Safeer Ahmed e Ali Raza, accusati della strage avvenuta il 1° giugno in una stazione di servizio nei pressi di Amendolara, dove quattro braccianti sono stati uccisi dopo essere stati dati alle fiamme. Rigettata la richiesta di attenuazione delle misure cautelari presentata dalla difesa
Restano in carcere Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi trentenni di origine pakistana, ritenuti dagli inquirenti responsabili del rogo che ha provocato la morte di quattro lavoratori agricoli.Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha sciolto la riserva confermando la misura cautelare più grave, ritenendo ancora sussistenti i presupposti per la detenzione. I giudici si sono riservati 45 giorni per il deposito delle motivazioni.
La difesa: “Non è una vicenda legata allo sfruttamento”
Nel corso dell’udienza, gli avvocati dei due indagati, Giovanni Brandi Cordasco Salmena e Giulia Montilli, avevano chiesto l’annullamento o la riduzione della misura cautelare.
Secondo la loro ricostruzione, il movente non sarebbe riconducibile a dinamiche di sfruttamento lavorativo, ma a fatti personali estranei al contesto del lavoro agricolo.Una linea difensiva respinta dal collegio giudicante.







