L'aumento dei ritardi in tutte le classi dimensionali segnala nuove tensioni nella puntualità lungo le filiere produttive

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L’Osservatorio Pagamenti del primo trimestre 2026 elaborato da Cerved mostra un equilibrio solo apparentemente stabile. Se da un lato i tempi complessivi restano sotto controllo, grazie a una progressiva riduzione dei giorni concordati, dall’altro torna a emergere un segnale meno favorevole: la crescita diffusa dei ritardi.

I dati evidenziano come i giorni di ritardo siano aumentati in tutte le classi dimensionali rispetto allo stesso periodo del 2025. Le micro imprese passano a 9,70 giorni, le piccole a 7,85, le medie a 7,64, mentre le grandi arrivano a 10,51 giorni. Un peggioramento ancora contenuto nei valori assoluti, ma sufficientemente diffuso da interrompere il trend di miglioramento osservato negli ultimi due anni.

Nonostante ciò, i tempi complessivi di pagamento continuano a beneficiare della riduzione dei termini concordati, che resta la componente più rilevante del ciclo. Le piccole e medie imprese registrano infatti un ulteriore calo dei giorni medi di pagamento (rispettivamente a 56,66 e 62,64 giorni), mentre micro e grandi mostrano una lieve risalita, senza però compromettere l’equilibrio generale.