Dopo il duplice omicidio della moglie Khaty e del figlio 24enne Mirko, a Camaiore, Piero Moriconi si è giustificato dicendo di averlo fatto a causa della situazione familiare. Ora sono in corso le indagini per verificare le dichiarazioni.

"Mi chiedeva di accompagnarlo a comprare la droga. Non ce la facevo più". È questo che ha detto Piero Moriconi ai Carabinieri dopo avere ucciso il figlio 24enne Mirko, a Camaiore. Vittima dell'omicidio anche la moglie dell'uomo, la 51enne Kathy Andreoni, che difendeva il ragazzo. Secondo quanto apprende Fanpage.it da fonti investigative, le prime dichiarazioni dell'omicida al momento dell'arresto sono state relative alla insostenibilità della situazione familiare in casa.

Il padre si difende: "Era pazzo, litigi continui" La dinamica descritta da Moriconi davanti alla pubblico ministero Elena Leone durante il lungo interrogatorio seguito al fermo descrive un quadro familiare complesso. L'indagato ha parlato di un figlio con problemi di doga e alcol, il quale essendo privo di patente chiedeva ai genitori di accompagnarlo "in trasferta" per acquistare la sostanza. Il padre si è lamento anche perché Mirko avrebbe chiesto non solo aiuto materiale, ma anche economico per l'acquisto della droga. I Carabinieri erano intervenuti almeno una volta prima dell'omicidio nella casa di Camariore per un litigio familiare, durante il quale però non ci sarebbero state aggressioni fisiche. Anche in qual caso, i motivi lamentati dal 63enne erano gli stessi: tensioni dovute all'abuso di sostanze e allo stato psicologico del figlio. Questa dinamica sarebbe stata alla base di "litigi continui" nei confronti del figlio e della moglie, quest'ultima era invece estremamente protettiva nei confronti del ragazzo.