Ogni anno le amministrazioni pubbliche approvano bilanci composti da migliaia di voci. Sono archivi dettagliati delle scelte pubbliche. E con l’aiuto dell’IA possono permettere di costruire nuove misure utili per la ricerca e per le decisioni pubbliche.
Cosa può “vedere” l’IA nei bilanci dei comuni
Per funzionare, l’intelligenza artificiale ha bisogno di dati. Di solito pensiamo a quelli del web: testi, immagini, post sui social. Ma per le politiche pubbliche quelli più utili sono spesso altri, meno vistosi, ma già disponibili, perché prodotti e resi accessibili dallo stato.
Tra questi, i bilanci pubblici hanno un ruolo speciale. Ogni anno migliaia di comuni italiani approvano un bilancio. È un documento di finanza pubblica, ma anche un archivio delle scelte dell’amministrazione: dice quante risorse arrivano da imposte e tariffe e quante dai trasferimenti; quanto va in opere pubbliche e quanto in scuole, assistenza sociale, raccolta dei rifiuti, infrastrutture o rimborso del debito. L’insieme delle voci racconta quindi come un’amministrazione raccoglie le risorse e le trasforma in servizi. Letti in questo modo, i bilanci sono dati “ad alta dimensionalità”: non una singola informazione, ma centinaia o migliaia di variabili che acquistano significato soprattutto nelle loro relazioni reciproche. I metodi predittivi di intelligenza artificiale possono cogliere queste relazioni e rendere misurabili fenomeni complessi, altrimenti difficili da osservare.












