Elena partiamo dalla storia di Non è Mica Fantasia: come lo hai pensato e come hai scelto i brani? Sono tutti recenti o sei andata ad aprire il proverbiale cassetto?

Tante canzoni vengono dal mio passato ma non le ho mai utilizzate. Nel programma (Amici, ndr) sono entrata sola, mi producevo, scrivevo e cantavo. Il brano nato prima del programma è Wanda che nasce in Camerum dove ho svolto un periodo di volontariato, ho vissuto con le persone del posto in uno spiazzo nella giungla e sono tornata con la malaria che per fortuna si è rivelata subito, ho avuto la lucidità di capire che non era influenza. In ospedale ho conosciuto la signora Wanda che mi ha trasmesso voglia di vivere, che mi raccontava storie di vita e mi sono detta che voglio godermele anche io. A Parte Me la ho scoperta nel programma ma viene da fuori, viene dalla collaborazione con Amara: io dico che sei forte a scrivere se concretizzi emozioni. Io sono troppo orgogliosa e serve grande forza. Sono nata un po’ grazie ad Amici altrimenti sarei ancora da sola con chitarra e voce.

Il titolo contiene la parola fantasia che viene dal greco phantasìa e significa immagine, visione: in cosa una neo ventenne si sente visionaria?

Noi giovani siamo fatti per colorare il mondo con la mente e per avere tanta speranza per il futuro e la società; un giovane deve essere visionario perché deve ancora dare e scoprire tutto.