HomeModenaCronacaPaolo Botti non si ferma. E’ il re di Alpi e SiciliaL’avvocato modenese è specializzato nei lunghi percorsi in bicicletta. Ha compiuto il giro dell’isola in 2 giorni, ha affrontato la randonnée sui monti.Paolo Botti, 57 anni e ancora in piena attività come ciclistaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciÈ ormai da qualche anno il ‘re’ modenese (e non solo) delle randonnée, le gare di ultra ciclismo che si svolgono in giro per il mondo. Forse gare è il termine sbagliato, perché spesso e volentieri non conta la classifica, conta il percorso. Paolo Botti, avvocato cinquantasettenne, anche in questo 2026 non ha voluto saperne di scendere dai pedali. "Una passione che ho dentro – spiega – e poi mi piace sempre provare vecchi e nuovi percorsi".

Sicilia no stop. Tra fine maggio e inizio giugno Botti si è cimentato nella ‘Sicilia No Stop’, una ultra-randonnée dove si effettua il periplo dell’isola italiana, per un percorso di 1020 km totali e oltre 8000 metri di dislivello. Botti aveva già preso parte alla corsa nel 2024, ma in questo 2026 si è superato rispetto ad allora, concludendo il percorso in 3,5 ore in meno rispetto alla prestazione di due anni fa. Insomma, Botti invecchia ma i tempi migliorano. 29,1 km/h di media, davvero un’andatura notevole, e un percorso completato da domenica 31 maggio a lunedì 1 giugno in 44,5 ore, passando per 12 check point e dormendo in tutto soltanto due ore nei quasi due giorni di percorso. Suggestivi, nel tragitto, la partenza e l’arrivo dal Velodromo ‘Paolo Borsellino’ a Palermo. ALPI 4000. Meno di un mese dopo l’impresa in Sicilia, percorsi che, lo ricordiamo, poi hanno bisogno di tempi di recupero per essere riassorbiti da fisico e muscoli, Botti è tornato sui pedali per affrontare la ultra-randonnée più dura in Italia e in Europa e una delle più dure al mondo, la ‘Alpi 4000’ che parte e arriva a Bormio (quest’anno partenza il 20 giugno) e attraversa passi leggendari per il ciclismo su strada come il Bernina, il Gavia, il Mortirolo. Il percorso, che sconfina per larghi tratti in Svizzera, ha percorso la Valle Engadina per arrivare a St. Moritz, poi ritornando da Bormio ha affrontato Passo Gavia e Mortirolo per scendere a Milano e risalire al Passo della Presolana, poi ancora su in Valsugana, Lago di Misurina, Passo Falzarego e Passo Fedaia in Veneto, Val Venosta, Merano e infine Passo dello Stelvio prima del ritorno a Bormio. Parliamo di 1305 km con 22000 metri di dislivello, percorsi da Botti in 93 ore, meno di 4 giorni complessivi. Con Botti c’era l’amico Matteo Bisi. "Un’avventura stupenda – racconta Botti – accompagnata da un meteo rovente ma bellissimo, unito a qualche temporale che in montagna non manca mai. Il risultato finale? Io sono arrivato quarto e Matteo sesto, rispettivamente primo e secondo degli italiani in gara. Abbiamo affrontato anche lo Stelvio di notte, dopo aver dormito soltanto tre ore presso un albergo. Ci siamo trovati davanti uno spettacolo davvero unico".