Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa prova della dimora abituale abituale per fruire dell’esenzione per l’abitazione principale può essere fornita anche con le bollette delle utenze e con i consumi di acqua, luce e gas. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, sezione tributaria, con l’ordinanza 16793 del 28 maggio 2026.

Le differenze tra Ici e Imu per l'agevolazione prima casa

A differenza dell’Ici per la quale era necessaria la dimora abituale nell’immobile, per l’Imu sono richiesti entrambi i requisiti della residenza anagrafica e della dimora abituale per l’agevolazione prima casa. Per i giudici di legittimità, fatta questa premessa, «la dimora abituale costituisce una situazione di fatto, accertabile attraverso elementi oggettivi e concordanti idonei a dimostrare l'effettiva e stabile utilizzazione dell'immobile quale centro degli interessi personali e familiari del contribuente, quali, in particolare, la continuità dei consumi delle utenze domestiche, la documentazione relativa a luce, gas e acqua, la presenza di arredi e suppellettili, nonché ulteriori indici di stabile abitazione».

In particolare, «le bollette delle utenze non assurgono a titolo autonomo di agevolazione, ma rappresentano un mezzo di prova tipico e rilevante della dimora abituale, idoneo, ove valutato unitamente ad altri elementi, a superare l'assenza o la non coincidenza della residenza anagrafica ai fini ICI, mentre non possono in alcun caso sostituire il requisito formale della residenza richiesto, invece, dalla disciplina Imu vigente».