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Lomazzo, rogo accelerato da un liquido infiammabile. La vittima aveva problemi di deambulazione. Impossibile aprire la porta del pensionato. Sentiti come testimoni gli inquilini delle palazzine popolari.
Per tutta la giornata di ieri, le palazzine popolari di via Somaini 50 hanno visto un via vai di soccorritori, carabinieri, ma anche vigili del fuoco, tecnici comunali e il sindaco Paola Molteni, oltre a funzionali Aler intervenuti per verificare lo stato delle abitazioni. Danneggiate dal fumo, ma non dal fuoco, e strutturalmente ritenute in buone condizioni. Gli effetti devastanti dell’incendio si sono concentrati nella zona davanti alla porta di ingresso dell’abitazione di Giovanni Amenta, il pensionato di 73 anni, con gravi problemi di deambulazione, che non è sopravvissuto a quel rogo, ucciso dalle esalazioni di monossido che in pochi minuti si sono concentrate nella sua abitazione a piano terra. Quando i vicini di casa sono intervenuti, chiamando i vigili del fuoco, per lui probabilmente non c’era già più nulla da fare, sorpreso nel sonno. Le indagini dei carabinieri di Lomazzo e del Nucleo Investigativo di Como per tutta la giornata di ieri si sono concentrate sul quartiere e sulla palazzina, nell’ipotesi che il movente di quell’omicidio - così viene qualificato al momento dal sostituto procuratore di Como Giulia Ometto - sia da cercare nella rete di relazioni vicine al pensionato, la cui vita pare fosse circoscritta al luogo in cui viveva, e poco più. Sono stati ascoltati i vicini, tutti sentiti come testimoni, cercando di capire quali fossero le conoscenze della vittima, così come eventuali problemi, soprattutto se recenti. Le fiamme sono state appiccate verso le 3 della notte tra mercoledì e giovedì, con un liquido infiammabile o un accelerante che in pochi attimi ha generato un rogo aggressivo, che ha avvolto la porta di ingresso dell’appartamento di Amenta, a piano terra, sulla sinistra rispetto al portoncino di ingresso, creando una barriera di fuoco che ha sbarrato l’uscita all’uomo e generato una cortina di fumo tossico e invasiva. Così aggressiva da causarne la morte in pochi minuti. Al momento non si sa cosa sia stato utilizzato, anche se non sarebbero stati trovati contenitori o involucri: occorrerà aspettare l’esito della analisi dei vigili del fuoco, intervenuti cin il Nucleo Investigativo e personale specializzato. Già da oggi, non è escluso che le indagini possano seguire una direzione mirata, grazie agli elementi e le informazioni raccolti nelle prime dodici ore di accertamenti, tali da poter escludere alcune possibilità e portare a concentrarsi su altre maggiormente credibili. Ieri in via Somaini sono arrivati anche gli assistenti sociali del Comune, per capre se il trambusto causato da quanto accaduto potesse aver portato a situazioni che necessitavano di assistenza e supporto.













