Il nostro modo di viaggiare, spostarci e visitare luoghi altri dalle nostre case sembra sembra essere quasi interamente digitalizzato. La maggior parte di noi si affida a motori di ricerca online, siti di aggregazione di offerte e combinazioni (voli + hotel, hotel + macchina, hotel + nave) e la cara e vecchia agenzia di viaggio sembra essere quasi del tutto scomparsa. In realtà, le cose non stanno esattamente così. Se proviamo ad assumere il punto di vista delle strutture ricettive, si scopre che le modalità di lancio, promozione e vendita del prodotto “hotel” vedono più fasi e attori.
Di recente, abbiamo avuto l’occasione di provare con mano un hotel la cui storia affonda indietro nel tempo e che solo di recente ha riaperto i battenti, tornando a riproporsi sul mercato totalmente rinnovato. L’Hotel d’Inghilterra è uno degli hotel storici della capitale, proprio a due passi da Piazza di Spagna e dai giardini di Villa Borghese. Il palazzo nasce in via Bocca dei Leoni, una piccola traversa di via dei Condotti, con una posizione decisamente privilegiata verso i principali monumenti e luoghi rappresentativi della città.
La struttura, parte del gruppo Starhotels Collezione e del circuito Small Luxury Hotels, nacque inizialmente come guesthouse per gli ospiti della famiglia Torlonia – celebre stirpe aristocratica a cavallo tra Settecento e Ottocento – e successivamente è stato aperto al pubblico per accogliere ospiti da tutto il mondo. Un palazzo cinquecentesco, passato ad albergo nel 1845, che ha visto transitare tra le sue sale le famiglie più importanti dell’epoca. Meta per artisti e letterati quali Keats, Byron, Shelley, il palazzo divenne un punto di riferimento durante il Grand Tour, senza perdere quest’allure mondana e intellettuale che lo ha caratterizzato sin dall’inizio. È così che anche celebrità e personaggi del mondo del cinema come Franz Liszt, Hans Christian Andersen, Mark Twain, Henry James, Ernest Hemingway, Liz Taylor e Gregory Peck vi si sono affezionati.








