<p>La Bce vuole ridurre in modo significativo le misure richieste alle banche che oggi sono circa 100 per ogni istituto di credito.
La Vigilanza di Francoforte avvierà entro fine anno «un'operazione di riordino per esaminare criticamente le misure accumulate più datate e ancora in sospeso», ha detto Sharon Donnery, membro del consiglio di supervisione Bce, in un intervento nei giorni scorsi a Londra. «La questione fondamentale per noi oggi non è il dato complessivo di misure.
Si tratta piuttosto di stabilire se l'azione di vigilanza sia incentrata sui rischi più rilevanti e se le carenze individuate vengano effettivamente risolte».
Una vigilanza efficace secondo Donnery «consiste nell'individuare le vulnerabilità prudenziali più rilevanti - quelle che potrebbero minare la resilienza di una banca in condizioni di stress - e nel garantire che siano affrontate in modo tempestivo e sostenibile».</p><p>Perciò la Vigilanza sta lavorando in due direzioni.
In primo luogo, sta adottando un approccio più basato sul rischio nell'individuazione delle misure, riducendo gli interventi di scarso rilievo e concentrando l'attenzione sulle questioni con l'impatto prudenziale più rilevante. </p><p>In secondo luogo, la Bce sta rafforzando il processo di follow-up delle misure di vigilanza.






