<p>In Italia è boom degli atm gestiti da operatori non bancari e non finanziari (cosiddetti indipendenti). «I rischi associati a tale fenomeno riguardano la possibilità di offrire congiuntamente servizi di versamento e di prelevamento e il collocamento presso operatori non finanziari che spesso fanno uso massiccio del contante, che potrebbero ricaricare i macchinari con biglietti di dubbia provenienza».

Lo ha sottolineato Enzo Serata, direttore dell'Unità di informazione finanziaria per l'Italia (Uif), in Commissione di inchiesta sulle banche del Senato.</p><p>La mappatura è «resa difficile dalla mancanza di obblighi di registrazione in capo agli operatori che li gestiscono».

Ma la Uif ha rilevato che tra 2021 e 2024 sono stati caricati complessivamente circa 5,6 miliardi di euro in contanti presso circa 4.000 atm indipendenti, concentrati soprattutto nelle città a maggior vocazione turistica.

Per alcuni di essi, «installati prevalentemente presso sale da gioco, il servizio di regolamento delle operazioni di prelevamento è offerto da un intermediario autorizzato in un altro Stato membro, circostanza che accentua ulteriormente le difficoltà delle autorità nazionali nel ricostruire i flussi finanziari».</p><p>L'Unità di Bankitalia ha sottolineato che crescono altrettanto velocemente anche i fenomeni fraudolenti condotti utilizzando i social network e le truffe connesse con gli investimenti finanziari fittizi e gli iban virtuali, usati non di rado per «realizzare schemi strutturati di intermediazione finanziaria illecita».