Francia e Italia si impegnano in un’iniziativa comune a favore del Libano, per il futuro della Unifil, missione che si conclude a fine anno: l’obiettivo è arrivare a un mandato «strutturato», ha detto Giorgia Meloni, per garantire una soluzione per il Libano, con una coalizione «il più ampia possibile», ha precisato Macron, per garantire la sicurezza del paese, vittima della guerra con l’Iran. È il risultato più significativo del primo vertice bilaterale con Meloni, che ha avuto luogo ieri a Antibes, in Costa Azzurra. Tra Francia e Italia «non c’è più la ghiacciaia» ha riassunto Emmanuel Macron.
L’obiettivo dell’Eliseo per la mezza giornata di bilaterale era soprattutto tornare alla «realtà concreta dei fondamentali nella relazione» tra i due paesi. Poche ore, ma sufficienti per i «fondamentali», tra la seconda economia europea (Francia) e il secondo paese industriale (Italia): si tratta di una serie di accordi economici e industriali concentrati nel campo della difesa. In parallelo all’incontro tra il presidente e la prima ministra, che hanno inaugurato il pomeriggio con una visita al Musée Picasso di Antibes, si è tenuto un Forum degli affari a Le Cannet. L’incontro Macron-Meloni si è concluso con una visita alla sede Thales-Alenia Space di Cannes. Mercoledì la riunione a Berlino dell’E5 (cioè l’E3 Germania, Gran Bretagna e Francia, più Italia e Polonia) utile per calmare le rimostranze italiane.











