Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti"Una delle interpretazioni critiche del lavoro dell'Assemblea Costituente tendeva a presentare lo sforzo di dialogo e di sintesi, che lo contraddistinse, come un compromesso nel senso deteriore del termine, il cui esito si sarebbe tradotto in strutture fragili della Repubblica. Nulla più, secondo quei critici, di un baratto tra i principali protagonisti, la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Comunista, ciascuno dei quali avrebbe puntato a salvaguardare visioni se non interessi propri. Al contrario, si obbediva a un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica è di tutti". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo a Montecitorio in occasione della cerimonia solenne per gli 80 anni della prima seduta dell'Assemblea Costituente.

"Una classe dirigente non compromessa con il regime fascista, regime che ha messo a rischio la stessa unità d'Italia, fu in grado di assumere le responsabilità della transizione in attesa del voto. Nonostante l'inettitudine manifestata dalla monarchia, l'Italia non era terra di nessuno. Questo il merito di quelle donne e di quegli uomini. E il governo militare alleato si trovò a dover interloquire con loro",le parole di Mattarella.