Si accascia al suolo in via Veniero a Fuorigrotta dopo aver mangiato un gelato, va in arresto cardiaco, viene soccorso e rianimato da due passanti poi qualificatisi come anestesisti all’arrivo del 118. L'uomo riprende conoscenza e viene caricato in ambulanza e trasportato all’ospedale San Paolo, l’ospedale più vicino come da protocollo quando c’è pericolo di vita. Ma durante il breve tragitto va nuovamente in arresto cardiaco e questa volta, nonostante le manovre di rianimazione riprendano subito, all’arrivo in ospedale in terapia intensiva, non si riprende. Il paziente è purtroppo deceduto. Le ipotesi Residente in una città del nord era a Napoli per partecipare al matrimonio di un parente. La persona che lo accompagnava ha riferito ai soccorritori del gelato mangiato poco prima di sentirsi male ma ha negato che fosse allergico. Secondo i sanitari dell’ospedale partenopeo di per se mangiare un gelato quando fa molto caldo non provoca un arresto cardiaco in una persona sana.

Napoli, 22enne ferita a colpi di pistola dopo una lite domesticaPotrebbe in teoria provocare una sincope vaso vagale, rallentando il battito per pochi secondi, causare capogiro o, raramente, una breve perdita di coscienza ma non un arresto cardiaco. Più probabile la combinazione tra il caldo estremo e fattori di rischio preesistenti e individuali. La disidratazione e il colpo di calore, con 35-40°C sono possibili. Se si è disidratati e si ha già una cardiopatia lo sforzo può scatenare aritmie. La cardiopatia Il gelato potrebbe in teoria aggiungere solo uno stress vagale. Altro sarebbe la presenza di coronarie ostruite: con una cardiopatia ischemica grave, qualsiasi stress – caldo, freddo, pasto abbondante, emozione – può scatenare un infarto. Dalle frammentarie informazioni assunte il paziente era apparentemente in sovrappeso ma non sono state riferite altre patologie conosciute. Un infausto esito che ha addolorato tutti anche per la speranza di un lieto fine dopo l’iniziale ripresa. Intanto il direttore del dipartimento di Emergenza e urgenza territoriale servizio 118 della Asl Napoli 1 Giuseppe Galano proprio ieri ha diramato a tutto il personale del 118 una lista di raccomandazioni per l’allerta caldo. Suggerita la massima attenzione in quanto il caldo può avere effetti gravi. «Ogni anno - scrive Galano - si registrano decessi con il caldo che risulta aver giocato un ruolo determinante o molto rilevante. Ciò dimostra come, nonostante le esperienze passate e le lezioni apprese non si riesca ancora a sviluppare un’adeguata cultura della prevenzione». Galano invita il personale a diramare in maniera capillare consigli utili per affrontare gli effetti del caldo estremo, in particolare per bambini, anziani e soggetti fragili: la prima regola è evitare, con queste temperature, di uscire tra le 11.30 e le 17 e le esposizioni prolungate al sole (30° C in caso di giornate particolarmente umide). In caso di protratta esposizione al sole, sostare all’ombra e, in un luogo ventilato, almeno 10-15 minuti. I consigli In caso di lunghi viaggi in auto, garantire adeguate temperature nell’abitacolo, bere acqua e sali minerali - almeno 3 litri al giorno - tranne nei pazienti con gravi problemi renali o cardiaci che dovranno confrontarsi con il medico. Bagnare frequentemente il capo se esposti al sole e poi indossare abiti leggeri e cappellino di colore chiaro, evitare di nuotare o di fare esercizio fisico in acqua dopo aver mangiato e attività fisica nelle ore più calde. No ad alcolici, in casa tenere le finestre aperte e le serrande abbassate, ventilare negli ambienti in cui si sosta, mai chiudersi in casa in condizioni di scarsa ventilazione. Mangiare frutta e verdura in abbondanza, evitare pasti abbondanti e cibi grassi. Consultare il medico per calibrare il dosaggio dei farmaci assunti, soprattutto antipertensivi o diuretici.