"Ho due cuori, uno italiano e uno russo, e mi fa molto male vedere questo distacco, a volte forzato dall'Unione Europea". Sempre bellissima Natasha Stefanenko nata nel 1969 negli Urali, allora Unione Sovietica, e con una vita poi tutta italiana alle spalle tra cinema e tv, ospite al Filming Sardegna Festival di Tiziana Rocca, si racconta non dimenticando però la sua anima russa sofferente per quello che sta accadendo.

"Sono tornata da poco dalla Russia e ho osservato che le sanzioni hanno spinto il mio Paese ad organizzarsi. Prima nei supermercati compravamo l'acqua o i formaggi italiani ed europei per inerzia o sicurezza; oggi non ci sono più, ma hanno sviluppato una produzione interna di altissimo livello, anche grazie a esperti italiani che lavoravano lì da anni. Mia madre stessa mi ha detto di non portare formaggi dall'Italia perché i loro adesso sono buonissimi".

Che clima c'è oggi in Russia? "Il popolo è molto dispiaciuto, sente il peso di fare una guerra con i 'fratelli' ucraini. - dice l'attrice - . Nell'ex Unione Sovietica eravamo quindici paesi, dopo l'università lo Stato ti mandava a lavorare ovunque.

Mia sorella, ad esempio, fu mandata in Ucraina e ci è rimasta dieci anni. Siamo insomma tutti misti. Io ho un papà bielorusso, una mamma russa e un cognome ucraino. Ogni famiglia ha un legame stretto con l'Ucraina o la Bielorussia. È una situazione brutta con cui purtroppo oggi conviviamo. C'è molta stanchezza, ci sono ragazzi giovani che vanno a morire. A volte bisognerebbe mettere da parte l'orgoglio mondiale, proprio come si fa tra marito e moglie per poter convivere".