Un piccolo grande miracolo accende la speranza per il Venezuela colpito da un doppio, devastante terremoto. Per un attimo, tra polvere, silenzio e disperazione, la tragedia - che ha già causato centinaia di morti con oltre 30 mila dispersi che mancano all'appello - ha lasciato spazio alla speranza. Tre bambini sono riemersi, quasi per miracolo da un cumulo di macerie di cemento. Il primo a riemergere dalle macerie è un bambino esile, coperto di polvere. Subito dopo compare una bambina che, nonostante lo shock, trova la forza di pronunciare poche parole decisive: «Siamo in tre». E infatti, pochi istanti più tardi, anche la sorella maggiore riesce a farsi strada tra i detriti, salvandosi insieme agli altri due.La scena si svolge a La Guaira, città costiera affacciata sul Mar dei Caraibi, a pochi chilometri da Caracas, colpita duramente dal violento terremoto che nella notte ha devastato vaste aree del Venezuela. Tra ciò che resta di un'abitazione ridotta a un ammasso di cemento e mattoni, i soccorritori continuano a scavare senza sosta, spesso a mani nude.A immortalare il momento è il cellulare di un residente, impegnato nelle operazioni di soccorso. Le immagini, diffuse rapidamente sui social network, mostrano il salvataggio dei tre ragazzi e diventano in poche ore il simbolo della speranza in mezzo alla distruzione. Nel video si sente una preghiera di ringraziamento mentre il più piccolo viene estratto vivo da uno spazio rimasto miracolosamente intatto sotto i solai crollati.Da quel rifugio improvvisato escono anche le due sorelle. La più giovane conferma ai soccorritori che non sono soli. La maggiore, con evidente difficoltà, riesce infine a raggiungere la superficie. Tutti e tre appaiono illesi, un evento che molti presenti definiscono un autentico miracolo.Tra i soccorritori c'è anche il padre di uno dei ragazzi. Esausto e coperto di sudore, osserva la scena senza riuscire quasi a parlare. Attorno a lui, parole di incoraggiamento e gratitudine accompagnano il lavoro delle squadre di emergenza. Ma mentre i tre fratelli vengono messi in salvo, la lunga notte di La Guaira continua: sotto le macerie potrebbero esserci ancora altre vite da salvare.La località di La Guaira, una volta luogo simbolo del turismo venezuelano, a pochi chilometri da Caracas, adesso è ridotta a un ammasso di macerie. Ai lati delle strada non c'è più nulla: almeno una quarantina di palazzi sono crollati e gli altri sono gravemente danneggiati. E qui il ground zero della tragedia che ha colpito il Venezuela. Addosso hanno ancora i vestiti che indossavano quando sono scappati di fretta e furia dalle loro case, subito dopo aver sentito le scosse, potentissime, lunghe, una dopo l’altra. Sebbene l’epicentro sia in una zona più a ovest, è la Guaira, questo stato, il più colpito, dichiarato "zona di disastro» anche dalla presidente ad interim, Delcy Rodríguez. Uno stato che in Venezuela è sinonimo di tragedie: tranne chi non era ancora nato, tutti hanno rivissuto con brutalità il ricordo dell’ecatombe del dicembre 1999, quando piogge intense causarono frane massicce e una terribile alluvione che devastò intere comunità sulla costa centrale. Quel disastro provocò oltre 10.000 morti, secondo le stime, visto che non ci furono