PHNON PENH (AsiaNews) - Spinta dai buoni risultati di alcune iniziative pilota per combattere il matrimonio precoce nei villaggi più remoti, la Cambogia sta accelerando gli sforzi per eliminare una pratica che colpisce in modo sproporzionato le ragazze, anche di soli 13 anni, nelle comunità indigene e isolate.

Una ragazza su cinque nel regno buddhista si sposa prima dell’età legale fissata a 18 anni. Ma il tasso sale fino a una su due tra le tribù indigene, conosciute come Khmer Loeu (Khmer delle montagne), nelle zone del nord-est al confine con Laos e Vietnam. Alcune vengono sposate prima dei 14 anni, riferiscono gli operatori sociali ad AsiaNews.

I principali fattori sono la povertà, tradizioni culturali secolari, mancanza di istruzione. Non ultima anche una debole applicazione delle leggi da parte di funzionari non adeguatamente formati e con risorse insufficienti. E la Cambogia non è un caso isolato: “Il matrimonio infantile – afferma Girls Not Brides, una rete globale di oltre 1.400 organizzazioni della società civile – è un problema globale. È alimentato da disuguaglianza di genere, povertà, norme sociali e insicurezza, e ha conseguenze devastanti in tutto il mondo”.

Il ruolo attivo del governo cambogiano. Con il successo della sperimentazione nel Nord-Est, il governo cambogiano sta estendendo il programma a livello nazionale. La campagna – iniziata dalle province di Ratanakiri, Mondulkiri e Stung Treng - si concentra sull’applicazione delle leggi, sull’educazione, sulla formazione dei funzionari e sulla lotta alla povertà in tutto il Paese.