"La Sicilia è la cartina di tornasole della coesione italiana: il territorio in cui i divari si misurano con maggiore nitidezza, in cui le sfide sono più acute e in cui i progressi – quando ci sono – hanno un valore che va oltre i numeri. Il risanamento dei conti pubblici regionali è un progresso importante. La ripresa degli investimenti pubblici è un segnale incoraggiante. I fondi europei e il PNRR offrono risorse straordinarie. Il rallentamento del 2025 – con il PIL regionale allo 0,6 per cento, rispetto all’1,8 del 2024 – segnala che la crescita degli anni precedenti era sostenuta anche da stimoli temporanei, e che la trasformazione strutturale non è ancora consolidata". A dirlo, intervenendo a Palermo alla presentazione del rapporto annuale sull'andamento economico in Sicilia è Gian Luca Trequattrini, vice direttore generale di Bankitalia. "Completarla richiede competenze, continuità di impegno e visione strategica: la direzione è quella giusta, il passo va consolidato. I guadagni di produttività si traducono in crescita diffusa soltanto se si investe nelle persone e nelle istituzioni. Vale per le imprese. Vale, con uguale forza, per gli enti pubblici che governano il territorio e che erogano servizi pubblici essenziali per la qualità della vita di cinque milioni di siciliani- continua - L’obiettivo del prossimo decennio dovrebbe essere quello di fare della Sicilia il luogo più conveniente del Mediterraneo per investire, innovare e produrre. Le risorse ci sono. La responsabilità è all’altezza della storia".