Al Bano si scaglia contro l’AI per l’uso non autorizzato di oltre 200 sue canzoni per l’addestramento: “È come un ladro in casa. Brevetterò la mia voce”.

Al Bano, 2026

Oltre 232 brani di Al Bano sono stati ritrovati nel dataset LAION-DISCO-12M, un archivio di dati diventato la spina dorsale per l'addestramento dei modelli generativi di musica. Raggiunto telefonicamente, il cantante pugliese ha voluto sottolineare inizialmente come la notizia l'avesse sorpreso, per poi lasciarsi andare a una considerazione: "È incredibile, perché c'è una parte positiva, ovvero che abbiano scelto tante canzoni del mio repertorio. Dall'altra parte, questa cosa mi fa pensare: Ma è possibile che questi possano fare quello che vogliono senza chiedere nulla a nessuno? Come se io entrassi a casa tua, mi piacciono delle cose, me le prendo e me le porto via. Non è giusto".

Al Bano sull'AI addestrata con i suoi brani: "Non ho mai pensato che potesse creare nuove canzoni nel mio stile" Tra i nodi della questione non c'è solo l'addestramento dei modelli generativi, che avrebbero utilizzato, senza consenso, i suoi brani. C'è anche la possibilità che non venisse solo replicata la sua grande estensione vocale o la struttura armonica dei suoi brani, ma anche l'uso del suo timbro: "Non ho mai pensato che questa tecnologia potesse usare non solo le mie canzoni, ma ne potesse fare di nuove nel mio stile". In questo senso, l'autore di Cellino San Marco ha dichiarato a Fanpage che cercherà delle soluzioni che tutelino la propria qualità vocale. Come brevettare la propria voce e la possibilità di un fingerprint audio personale Proprio negli scorsi giorni, l'avvocato Ferdinando Tozzi aveva sottolineato come esistessero più chiavi in merito. Partendo dalla possibilità di inserire nel proprio contratto l'opt-out, ovvero la riserva esplicita dei diritti e il divieto di utilizzare le proprie prestazioni per l'addestramento o per attività legate all'intelligenza artificiale. Ma anche la possibilità, come avvenuto per Giusy Ferreri negli scorsi mesi, di brevettare la propria voce: "Ci sarebbe la possibilità di avere un fingerprint audio personale così che chiunque la manipolerà lascerà delle tracce che i software specializzati potranno far emergere. Parliamo di tecnologie che esistono già su altri fronti: oggi le registrazioni fonografiche ufficiali sono contrassegnate dal codice ISRC. Questo funziona esattamente come un microchip sottocutaneo".