di Alessandra Menzanilunedì 9 febbraio 20265' di letturaOgni volta che dialoghi con Al Bano scopri qualcosa di nuovo, impensabile, sulla sua vita. Per esempio che, tra le altre cose, è anche «ambasciatore mondiale di judo». «Lo sono da sei anni, ho appena cantato a Parigi la sigla in italiano, il finale è molto bello, quando si chiudono i giochi e tutti si alzano in piedi».Cosa ha di speciale?

«Nasce in Giappone, insegna la difesa ma anche la disciplina e il rispetto. Lo dicevano gli antichi, mens sana in corpore sano: praticando, si sprigiona una sostanza speciale nel cervello per stare in forma».Lei pratica?

«No, l’ho scoperto tardi».Invece le Olimpiadi le segue?

«Mica tanto. Non sono uno di quelli che segue tutto. Però lo sport dà speranza».Ottantadue anni, cantante, contadino, produttore vinicolo, padre, nonno, venditore di 25 milioni di dischi (suoi) in tutto il mondo, concorrente di quindici Sanremo, un infarto, un’ischemia, non tutto in questo ordine. Quella di Al Bano è una vita da film e lui, di riposare, non ci pensa proprio.Al Bano Carrisi stronca Romina Power: "Meglio se sto zitto"Più di una intervista: quello di Albano Carrisi sul Corriere della Sera è uno sfogo, lungo e durissimo. A ...Cosa prevede la sua agenda 2026?