Un abbraccio a favore di telecamere, poi la cena tra Gianni Alemanno e il generale Roberto Vannacci organizzata in un ristorante di Roma Nord. Poi l’ex sindaco saluta con l’avambraccio sia il generale che Rossano Sasso. Circa 20 gli ospiti, tra cui alcuni deputati futuristi che a inizio serata si sono messi in piedi, hanno fatto il segno della croce e hanno brindato con il motto di moda durante il ventennio che si conclude con la formula ‘a noi’.

Al tavolo Edoardo Ziello, Roberto Sasso, Domenico Furgiuele ed Emanuele Pozzolo, oltre all’ex europarlamentare della Lega Antonio Maria Rinaldi e l’ideologo di Fnv Lorenzo Gasperini. È il quadro della cena di ieri, 24 giugno, tra il fondatore di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, e Gianni Alemanno, uscito dal carcere romano di Rebibbia dopo un anno, 5 mesi e 24 giorni di detenzione. “Sono contento per Alemanno: ha pagato il suo debito con la giustizia e ora è pronto a mettere a servizio di Futuro nazionale la sua lunga esperienza politica. È una persona che ha fatto politica per 40 anni. Mi ha sempre sostenuto, ha preso le mie difese quando ho pubblicato il mio libro”, ha spiegato Vannacci prima di sedersi a tavola.

Alemanno già ieri mattina parlava da alleato di Vannacci: “La premier apra un grande confronto a destra, anche con Vannacci”. Il leader di Futuro Nazionale viene definito “una nuova speranza che rompe gli schemi e apre una prospettiva diversa”. Pur precisando di non essere d’accordo su tutto con l’europarlamentare, Alemanno rincara: “Io sono un sovranista e non accetto una politica conservatrice. In Italia non c’è niente da conservare e bisogna cambiare tutto. Questa è la verità”.