La produzione di biometano cresce, ma non abbastanza. Anche nello scenario più favorevole, al 2030 il divario rispetto agli obiettivi del Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) resterà compreso tra 1,2 e 2,1 miliardi di metri cubi l'anno. È quanto emerge dal nuovo Biomethane & Biofuels Report 2026 dell'Energy & Strategy della Polimi School of Management, secondo cui il potenziale produttivo del Paese è elevato ma richiede una forte accelerazione degli investimenti e una strategia industriale di lungo periodo. Anche nello scenario più ottimistico, infatti, la produzione arriverebbe a 3,8 miliardi di metri cubi annui, ben al di sotto del target di 5 miliardi fissato dal Pniec. Solo dopo il 2030, con il consolidamento della filiera, la produzione potrebbe superare questo traguardo, raggiungendo 5,1 miliardi di metri cubi nello scenario conservativo e fino a 6,8 miliardi in quello più favorevole.
Scenari di sviluppo al 2030 e 2035 della capacità produttiva di biometano in Italia
Negli ultimi anni il settore ha comunque cambiato passo. La produzione è passata da appena 91 milioni di metri cubi nel 2018 a oltre un miliardo previsto nel 2025, mentre gli impianti sono cresciuti da 22 a oltre mille tra quelli in esercizio, autorizzati e in fase di sviluppo. Una dinamica che conferma come il biometano sia ormai entrato in una fase di sviluppo industriale, pur restando ancora distante dai livelli richiesti per centrare gli obiettivi nazionali.








