Svolta nelle indagini per l’omicidio di Roberto Guerrino, l’interprete sessantenne massacrato nel suo appartamento di via Oxilia a Milano lo scorso 13 giugno. I carabinieri hanno fermato un diciannovenne. Il fermo di indiziato di delitto è stato disposto dal pubblico ministero Carlo Scalas giustificato dal pericolo di fuga: il giovane, di origini marocchine e residente a Melzo, è stato bloccato lunedì sera dai militari della Compagnia Duomo e del Nucleo investigativo di Milano alla stazione ferroviaria di Melzo con numerosi bagagli al seguito. Il provvedimento è già stato convalidato dal gip mercoledì mattina.

Il giovane, ora recluso in carcere, è stato trovato in possesso dell’Ipad della vittima sottratto dall’appartamento dopo l’aggressione. Al vaglio degli investigatori e della Procura per i minorenni di Milano c’è anche la posizione di un 17enne, sempre marocchino, che il giorno dell’omicidio di trovava in compagnia del fermato la cui presenza è stata confermata nell’appartamento in zona stazione Centrale dai rilievi tecnico-scientifici del Ris di Parma condotti nell’abitazione. Gli inquirenti hanno trovato riscontri sul coinvolgimento dello straniero nell’omicidio anche grazie a indagini di laboratorio e tecniche che hanno portato a ricostruire, con le telecamere di sorveglianza, tutti i movimenti dell’autore dal luogo del delitto fino al comune di Melzo, nel milanese.