Anghiari (Arezzo), 25 giugno 2026 – Arrivavano dall’Argentina, prendevano in affitto per poche settimane un appartamento in Valtiberina e nel giro di appena quindici o trenta giorni ottenevano la cittadinanza italiana e il passaporto. Poi ripartivano. Per la Procura di Arezzo dietro quel flusso anomalo di cittadini sudamericani si nascondeva un sistema ben organizzato, costruito attorno a false attestazioni di residenza e a pratiche amministrative accelerate all’interno del Comune di Anghiari.
Otto le persone sotto indagine
La Squadra Mobile di Arezzo ha chiuso le indagini su un presunto meccanismo finalizzato all’ottenimento illecito della cittadinanza italiana iure sanguinis. Otto le persone raggiunte dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari: tra loro il sindaco di Anghiari Alessandro Polcri, dipendenti dell’ufficio Anagrafe, il responsabile della polizia municipale, alcuni vigili urbani addetti ai controlli sulle residenze e un cittadino argentino ritenuto dagli investigatori il promotore dell’organizzazione. I reati contestati, a vario titolo, sono falso ideologico e falso materiale in atto pubblico in concorso.
Indagine scattata quattro anni fa
L’indagine era partita nel 2022 dopo una segnalazione del commissariato di Sansepolcro, insospettito dal continuo afflusso di cittadini argentini intenzionati a ottenere il passaporto italiano dopo il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis. Da lì sono scattati accertamenti, intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche che avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire il funzionamento del presunto sistema.







