Nel corso della Riunione Tecnica di Coordinamento delle Forze di Polizia, svoltasi in data 24 giugno 2026 alla Prefettura di Catanzaro, è stata esaminata la questione relativa alla prevenzione di possibili fenomeni di inquinamento delle acque marine durante la stagione estiva, con particolare attenzione alle aree costiere della provincia.

Il richiamo delle indicazioni regionali

L’approfondimento si è reso necessario in considerazione dell’aumento della popolazione nei territori a maggiore vocazione turistica e balneare, circostanza che determina un sensibile incremento della pressione antropica sull’ambiente e sugli impianti di trattamento delle acque reflue urbane. Tale situazione, se non adeguatamente presidiata, può incidere negativamente sulle condizioni igienico-sanitarie del litorale e sulla piena fruibilità delle aree marine da parte della popolazione residente e dei villeggianti. Nel corso della riunione è stata richiamata anche la comunicazione del Presidente della Giunta Regionale, con la quale sono state segnalate alcune criticità connesse, tra l’altro, alla non sempre funzionale operatività degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane e gestione dei fanghi, come pure dello smaltimento di materiali che dovrebbero essere conferiti presso gli impianti di depurazione. Particolare attenzione è stata riservata al contrasto di possibili condotte irresponsabili dei conducenti di mezzi adibiti al servizio di autospurgo, per sversamenti abusivi effettuati nelle ore notturne lungo i corsi d’acqua che, oltre a determinare gravi danni all’ambiente e alla salute pubblica, generano situazioni di allarme sociale e ripercussioni sull’ordine pubblico, specie nei mesi di maggiore afflusso turistico.