Ci sono concerti che si ascoltano e basta, e poi ve ne sono altri che si attraversano. Per arrivarci percorri strade affacciate sul Mediterraneo, lambisci saline e uliveti, passi accanto a valli dei templi e baie di roccia lucente, mangi e bevi come un semidio mentre il tramonto trasfigura, day by day, il cielo in un impagabile sipario naturale.
È un po’ questa la filosofia, e l’appeal paesaggistico congenito, del Mangia’s Musaic Festival, la rassegna itinerante che dal 17 luglio al 1° agosto raccorderà diversi punti cardinali della Sicilia. La presentazione ufficiale si è svolta a Palermo nello storico Grand Hotel et Des Palmes, raccontato, se ben ricordo, anche nel bel libro di recente pubblicato da Il Mulino. Quando luoghi di per sé suggestivi assurgono a palcoscenici a cielo aperto. Più che un mero cartellone musicale, il festival propugna un modo differente di vivere il territorio, sul solco di una geografia fatta di mare, archeologia e landscape che sembrano precipitare da un’altra dimensione.
A rendere originale il progetto c’è anche la possibilità di acquistare pacchetti che uniscono soggiorno e concerti, senza però rinunciare all’accessibilità, alla “democrazia sonora”: i biglietti sono acquistabili anche da chi non soggiorna nei resort della catena omonima.











