BOLZANO. Plaudono gli ambientalisti e non solo loro per la verità; protestano gli appassionati e i collezionisti di auto di interesse storico e veicoli d'epoca. Tra consensi e proteste nei prossimi giorni entrerà in vigore la delibera - approvata nell'ultima seduta della giunta provinciale con il voto contrario dell'assessore Christian Bianchi - che vieta gare, raduni e sfilate di mezzi a motore, nelle aree protette, in prima battuta nella zona delle Dolomiti, patrimonio Unesco, tra le mete predilette degli appassionati di motori nuovi o d'epoca che siano, ma anche dai ciclisti. Più in generale il divieto riguarda le manifestazioni motoristiche sulle strade provinciali sopra i 1.600 metri di quota. Il divieto non tocca invece il traffico privato di auto e moto di oggi e di ieri. Finora si contavano una ventina di eventi l'anno, tra quelli autorizzati, relativi cioè a manifestazioni sovracomunali e con carattere sportivo o agonistico, e quelli oggetto di segnalazione, come possono essere le semplici sfilate. Si potranno svolgere solo gli eventi già segnalati o autorizzati prima della pubblicazione della delibera con il relativo elenco di strade e tratti stradali interessati. «Sappiamo - ha detto il presidente della Provincia Arno Kompatscher - che non è una decisione risolutiva. L'elevato volume di traffico e la guida spericolata diffusa in quei tratti richiedono misure aggiuntive e mirate, alle quali stiamo già lavorando. Intanto lanciamo un segnale, verso la popolazione, che da tempo chiede un intervento, e verso il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, con il quale noi continuiamo a insistere».
Stop ai raduni in quota, plausi e critiche alla delibera provinciale
Gli ambientalisti e Avs favorevoli allo stop sopra i 1.600 metri a gare e raduni motoristici. Contrario Brancalion, presidente del Veteran Car di Bolzano






