Contenuto tratto dal numero di giugno 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

“Negli ultimi mesi il mondo è diventato più imprevedibile, instabile e frammentato. Cina e Brasile sono determinati a unire le loro voci contro l’unilateralismo e il protezionismo”. Così il presidente cinese, Xi Jinping, si è espresso a margine di un incontro con quello brasiliano, Lula, a Pechino, nel maggio 2025. Il riferimento è a Trump e alle sue politiche tariffarie.

Lo stretto legame economico tra Cina e Brasile, in realtà, non è nato lo scorso anno a seguito dei dazi statunitensi, ma viene da lontano: dal 2009 Pechino è il primo partner commerciale del paese sudamericano. Dal 2001 al 2024 si è dimezzato il peso degli Usa nelle esportazioni brasiliane — dal 24,4% del totale al 12,2% —, mentre la Cina, che nel 2001 pesava il 3%, nel 2025 ha raggiunto il 30%. Le importazioni dagli Usa, nello stesso periodo, sono scese dal 21% al 15%, mentre quelle dalla Cina sono salite al 24,2% del totale. Tra agosto e novembre 2025 l’export brasiliano verso gli Stati Uniti è crollato di oltre il 25%, a seguito dei dazi al 50% imposti da Trump. L’export verso Pechino è cresciuto invece del 28,6%, grazie soprattutto all’aumento delle importazioni di carne bovina del 40% e alle oltre 120 nuove licenze di importazione di caffè brasiliano.