La notte di Miami scolpisce qualche certezza e non è solo quella della vittoria contro la Scozia (3-0) e nel Girone C che proietta il Brasile a una sfida lunedì con una avversaria fra Olanda, Svezia e Giappone. Ci ricorda ancora una volta che la Selecao non avrà quell’esagerazione di stelle e di finezze di inizio secolo, ma è squadra sempre più plasmata dal signor Carlo Ancelotti di Reggiolo. Solida, geometrica, che procede senza furori agonistici ma mai esce dalla partita, la comanda accelerando il giusto e presidiando gli spazi. Ben guidata da un centrocampo dove Bruno Guimaraes e Paqueta regalano giocate preziose e accendono spesso gli avanti. La difesa è fluida, Douglas Santos a sinistra gioca largo e sulla linea dei centrocampisti, Danilo si accentra trasformando la linea difensiva a tre. Con Casimiro davanti che cuce i reparti. È un Brasile senza il nove tradizionale. Fallito, miseramente, l’esperimento di Igor Thiago all’esordio con il Marocco, Ancelotti schiera il Brasile senza un vero centravanti vecchio stile. Cunha dopo la doppietta con Haiti anche con la Scozia va a segno. Prima di lasciare il posto a Neymar. Invocato durante il secondo cooling break dai tifosi, Ancelotti gli ha regalato una ventina di minuti, non ha inciso, ma la partita era già sistemata sui binari giusti. Ma il fuoriclasse assente dalla Nazionale da oltre due anni ha fatto capire che dai sedicesimi ci sarà anche lui, arma in più. È il Brasile del collettivo, di Carlo Ancelotti, ma anche e di Vinicio jr, giunto con la doppietta contro la Scozia a quota 4 reti, Mbappè e Haaland raggiunti, solo Messi sta una rete più avanti. Ha segnato in tutte e tre le partite di qualificazioni e questo è un record nella storia brasiliana. Con la Scozia ha spadroneggiato fra sgasate, dribbling, cross, ripiegamenti in aiuto a Douglas Santos e qualche occasione sciupata per arrotondare. Il Var gli ha tolto – giustamente – la tripletta. Modesta la Scozia, McTominay predica nel deserto ed è l’unico che prova a impensierire Alisson; disastrosa la difesa. È un disimpegno sbagliato di Kenna dopo appena 7 minuti a spianare a Vini la strada del goal. Ora per gli scozzesi si fa dura, tre punti e una differenza reti difficile (-3): la qualificazione come migliore terza dipende dagli altri. Scozia (4-2-3-1): Gunn 5,5; Patterson 6 (37’ st Christie 5,5); McKenna 5; Hendry 5,5; D. Robertson 5,5 (1’ st Tierney); Gannon-Doak 6 (37’ st Ralston s.v.); McLean 6; Ferguson 6,5; McGinn 6 (45 st Adams s.v.); McTominay 6,5; Shankland 5,5 (45’ st Curtis s.v.) Ct: Stephen Clarke 6 Brasile (4-3-3): Alisson 6,5; Danilo 6; Magalhaes 6,5; Marquinhos 6,5; Douglas Santos 6,5 (37’ Alex Sandro s.v.); Casimiro 6 (20’ st Fabinho 6); B. Guimaraes 7; Paquetà 6,5 (21’ st Martinelli 6); Vinicio Jr 8; Cunha 7 (31’ Neymar 6); Rayan 6,5 (37’ st Endrick s.v.) Ct.: Carlo Ancelotti 7 Arbitro: Cèsar Arturo Ramos Palazuelos (Messico) Reti: 7’ e 45+3’ pt Vinicio 15’ st Cunha Ammoniti: Danilo; Christie
Doppietta di Vinicius, il Brasile a gonfie vele: Scozia battuta 3-0, Ancelotti primo nel girone
La Seleçao nei sedicesimi affronterà probabilmente Giappone o Svezia











