<p>Per anni il superyacht ha interpretato il mare soprattutto come scenario.

Lo si osservava dalle finestrature del salone principale, lo si dominava dai ponti superiori, lo si viveva in rada attraverso la plancetta di poppa o il tender.

Oggi, invece, il progetto sembra andare in una direzione diversa: eliminare ogni barriera possibile fra barca e ambiente circostante.

Un percorso che, curiosamente, l’architettura civile aveva iniziato già nel Novecento.

Quando <strong>Ludwig Mies van der Rohe progettò la Farnsworth House</strong> nei primi anni 50, immaginò un’abitazione nella quale il paesaggio non fosse più semplicemente incorniciato da una finestra, ma diventasse parte integrante dello spazio abitato.