Cosa è accaduto quel maledetto 6 giugno in via Trentino, a Porto Sant’Elpidio? Sono scattate ieri le operazioni peritali con un grosso spiegamento di forze che ha un unico scopo, capire con certezza la dinamica della fuga di gas e dell’esplosione dello stabile che ha provocato la morte di tre persone e il ferimento di altre due. Gli specialisti dei vigili del fuoco guidati dal responsabile del nucleo investigativo, Marco Lambruschi, hanno tolto i sigilli alla scena della tragedia e hanno iniziato a scavare con la ruspa per raccogliere tutti gli elementi utili alle indagini. Tra le macerie è stato rinvenuto il contatore del gas intatto, che sarà dunque consegnato ai periti per la consulenza tecnica. Presenti alle operazioni anche gli uomini della polizia scientifica della questura di Fermo, i volontari della protezione civile, gli addetti della Italgas e gli assessori Andrea Balestrieri e Enzo Farina. E’ voluto essere sulla scena della tragedia anche l’avvocato Igor Giostra, che insieme all’avvocato Paolo Bacalina, rappresenta Elisabetta Cerquetti, che ha perso il fratello e la madre nell’esplosione. Con lui anche il perito di parte, l’ingegner Samuele Biondi. Una sorta di task force con un unico obiettivo: capire cosa è accaduto. "Le indagini ad ampio raggio – spiega l’avvocato Giostra - non escludono ad oggi nessuna ipotesi. Lo spettacolo è quello di uno scenario di guerra. La casa è da un versante completamente sventrata e scoperchiata. Poteva essere una tragedia ancora più immane che si è evitata per l’orario e la disposizione dell’immobile. L’emozione ha prevalso su tutto, ma ci auguriamo che l’operato attento e professionale dei vigili del fuoco e della polizia scientifica sarà un tassello importante per trovare il bandolo di una matassa che sarà difficile districare. Perché vi sia stata la fuga copiosa di gas e il successivo innesco a quell’ora fatale rimane ancora un mistero. Forse le successive analisi potranno in parte chiarirlo. Magra consolazione per i parenti delle vittime ma comunque una speranza per capire e dare un senso a questo terribile episodio che ha ferito tutta la comunità del territorio". Il procuratore capo di Fermo, Raffaele Iannella ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colpo plurimo e disastro colposo. L’esplosione, provocata da una fuga di gas, c’era stata poco dopo le 5, e aveva provocato il crollo dell’intera palazzina. Dalle macerie erano stati estratti morti Giuseppe Pieroni, 47 anni, e Ettorina Paccapelo, 89 anni. Romano Cerquetti, 60 anni era invece deceduto poco dopo in ospedale. Il boato era stato fortissimo ed era stato udito in tutto il territorio per un raggio di 10 chilometri. Fra le macerie, si erano mosse anche le unità cinofile e i droni oltre a personale specializzato in questo genere di operazioni.
Palazzina esplosa, contatore del gas intatto
Gli specialisti dei vigili del fuoco in via Trentino: quello che è stato raccolto nel sopralluogo sarà consegnato ai periti






