Il boato poco dopo le 5, probabilmente a causa di una perdita di gas o per l'esplosione di una bombola, e poi il crollo di tetto e solaio mansardato in una palazzina di due piani più sottotetto. E' di tre vittime e due feriti il bilancio della tragedia avvenuta in via Trentino a Porto Sant'Elpidio, nel Fermano, dove la deflagrazione ha prodotto un'onda d'urto che ha danneggiato anche il vicino edificio, con due condomini evacuati, e mandato in frantumi diverse finestre. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vice premier Antonio Tajani hanno espresso "profondo cordoglio" e "vicinanza" a tutte le persone coinvolte.

La premier segue "con attenzione l'evolversi delle operazioni di ricerca e di intervento", in costante contatto con tutte le autorità competenti. Dall'alba sono entrati in azione, anche con droni, cinofili ed escavatori, i vigili del fuoco, con rinforzi anche da Bologna, che hanno evacuato subito marito e moglie - Savino Pieroni, 89 anni, e Vittoria Lanciotti, 70 anni -, rimasti feriti e ustionati; poi il ritrovamento del corpo senza vita del figlio della coppia, Giuseppe Pieroni, 47 anni, informatico e socio di una piccola azienda, che viveva con i genitori. In mattinata, da sotto le macerie, era stato estratto ancora in vita anche se ferito gravemente, Romano Cerquetti, 60 anni, residente nell'altra abitazione del palazzo: è morto nel primo pomeriggio all'ospedale regionale di Torrette a causa dei gravi traumi ma anche delle ustioni subite in buona parte del corpo. Il lavoro dei vigili del fuoco, insieme ai sanitari del 118, è proseguito per oltre nove ore alla ricerca di Ettorina Paccapelo, 89 anni, madre di Cerquetti, con gravi problemi respiratori e supportata da bombole d'ossigeno. Il cadavere della donna è stato trovato sotto il materasso della camera da letto. Le due persone ferite, invece, nonostante traumi e ustioni, non sarebbero in pericolo di vita. Quello che si è presentato ai soccorritori è stato uno scenario di devastazione: sul campo hanno operato più di 60 vigili del fuoco, tra cui 40 Usar (Urban Search and rescue) e sei cinofili, due piloti di droni per monitorare dall'alto lo scenario e tre addetti alla comunicazione in emergenza. La tragedia lascia sgomenta e incredula la comunità marchigiana.